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Geology is the Way

La geologia di Manarola (Cinque Terre)

Sole, mare, cibo squisito e panorami mozzafiato sono possibilmente le prime cose a cui si pensa quando si visita il paesino di Manarola, nello scenico Parco Nazionale delle Cinque Terre, in Liguria, ma… sapevate che questo paradiso a ridosso del mare deve la sua notorietà alle forze geologiche che hanno generato questi luoghi e continuano a plasmarlo ancora oggi?

La costa Ligure è famosa per le sue scogliere rocciose che nascondono piccole insenature e baie sormontate da piccoli villaggi di pescatori circondati da vigne, uliveti, e macchia Mediterranea profumata. Le Cinque Terre, e molti altri posti nell’area come Portovenere e Levanto attirano ogni anno (beh, magari non nell’ultimo) migliaia di viaggiatori, amanti del cibo, escursionisti, e bagnanti. La bellezza dell’area è dovuta all’Appennino Ligure, con le sue montagne ripide e scogliere a ridosso del mare. Il motivo per cui panorami come questo sono comuni da queste parti è che questi luoghi sono geologicamente molto giovani: gli Appennini, formati dalla collisione fra l’Europa e l’Africa, si sono sollevati in gran parte solo negli ultimi 4 – 6 milioni di anni. Appena le montagne sono emerse dal mare, l’erosione ha iniziato ad incidere valli, insenature e scogliere. Il paesaggio che ne è risultato è molto peculiare, con molti alti che in molti casi raggiungono i 1500 – 1800 metri, a picco sul mare.

Le rocce che costituiscono le scogliere rocciose, su cui sono insediati molti paesini nell’area delle Cinque Terre, sono in gran parte depositi di flysch. I flysch sono depositi sedimentari di ambiente marino profondo lasciati da frane sottomarine e correnti torbiditiche – flussi molto rapidi di acqua mista a sedimenti che possono viaggiare per centinaia di km sul fondale marino. Nell’area Mediterranea, la deposizione di flysch è stata molto comune durante il Cenozoico, dal momento che vaste catene montuose come le Alpi iniziavano ad innalzarsi sopra il livello del mare e venivano smantellate dall’erosione. I fiumi trasportavano questo enorme carico sedimentario in mare, dove si ridepositava in depositi, spessi diversi km, in piane abissali, conoidi sottomarine, e fosse tettoniche. La Liguria è letteralmente dominata da depositi di flysch di età Cretaceo – Oligocene, costituiti in gran parte di strati di arenarie, argilliti, marne, e calcari.

ManarolaManarola

Il nostro tour dell’incredibile geologia dell’area inizia dal pittoresco paesino di Manarola, qui visto da Nord. Il paesino si staglia su una piccola insenatura rocciosa al di sopra di strati dell’Unità di Canetolo, di età CretaceaOligocenica, costituita dalle sequenze torbiditiche delle Argille e Calcari di Canetolo e delle Arenarie di Ponte Bratica. Il contatto tra le due è visibile nelle scogliere che sostengono manarola: le Arenarie di Ponte Bratica formano strati piuttosto spessi che, verso est/sinistra, passano a straterelli più sottili e a grana fine, di Argille e Calcari di Canetolo. Immediatamente alle spalle, un contatto tettonico piegato e verticalizzato nascosto dalle case porta l’Unità di Canetolo al di sopra delle sequenze torbiditiche Oligo-Mioceniche dell’arenaria Macigno, appartenente alla Falda Toscana.

Manarola path

Il sentiero a nord di Manarola si snoda attraverso una complessa sequenza di arenarie e argilliti deformate.

Il sentiero a nord attraversa delle scogliere rocciose con sequenze caotiche di arenarie argilliti appartenenti alle Arenarie di Ponte Bratica, attraversate da fratture, vene e faglie. Non è per niente facile osservare le strutture esposte qui, perchè la costa è troppo ripida e il camminamento elevato è troppo frequentato da turisti. Evitiamo la folla e muoviamoci ancora più a sud!

Un bel punto panoramico ci permette di ammirare la bellissima geologia (e non solo quella) delle Cinque Terre, immediatamente a nord di Manarola. Qui si può ammirare una sezione geologica naturale orientata W-E attraverso il settore più interno dell’Appennino Settentrionale. Cosa succede quando si chiude un oceano e le rocce vengono ‘strizzate’ assieme? Ottieni delle faglie inverse che raccorciano la crosta impilando unità (o falde) le une sopra le altre. Nel punto più lontano, vicino Monterosso, si possono osservare da sinistra a destra le sequenze Cretaceo – Paleoceniche delle Arenarie del Monte Gottero e degli Scisti della Val Lavagna e le ofioliti Liguri del Giurassico. Questi sono tutti ‘pezzetti’ dell’antico Oceano Ligure-Piemontese (o Tetide Alpina) che è stato completamente distrutto durante la formazione delle Alpi e degli Appennini (vedi il mio post precedente su Castiglioncello). A Est, le ofioliti ligure sormontano tettonicamente un complesso caotico – il mèlange di Colli Tavarone – costituito da blocchi e depositi di frana sottomarina del Paleocene. Queste unità sormontano l’Unità Canetolo e l’Arenaria Macigno, all’estrema destra/est. Il contatto ripiegato fra l’unità Canetolo e il Macigno disegna una sinclinale di falde, con al nucleo l’Unità Canetolo.

Il piccolo paesino di Corniglia, ben visibile sopra le scogliere a nord, sovrasta un altro affioramento scenico. Se guardate attentamente da vicino, potete osservare una piega piuttosto incasinata nell’Arenaria Macigno. L’immagine annotata qui sopra si basa sulla mia interpretazione personale di questa struttura, che mostra una serie di pieghe da aperte a chiuse tagliate da molte faglie inverse.

Carta geologica delle Cinque Terre da Abbate (1966). C’è un mondo di cose da vedere qui.

Ho controllato le carte geologiche dell’area (sia la più vecchia di Ernesto Abbate che il più recente Foglio 248 – La Spezia) e sono felice di essere d’accordo con l’interpretazione dei geologi che sono passati precedentemente da qui. Qui sopra c’è un estratto della carta del 1966 di Abbate, che mostra la posizione del punto di vantaggio per la foto più in alto.

Manarola cross section

Sezione geologica attraverso la costa delle Cinque Terre, da Abbate (1966). Un sacco di piegamenti ben visibili.

Nella sezione geologica (dove ho giusto evidenziato un paio di strutture), si può notare sia il complesso piegamento dell’Arenaria Macigno vicino alla costa, proprio sotto Vernazza e Corniglia, e la grossa sinclinale costituità dall’Unità Canetolo all’interno del Macigno. Queste strutture complesse si sono formate per raccorciamento, piegamento e ri-piegamento durante i primissimi stadi di crescita della catena Appenninica. Che dire? Queste montagne mi sembrano nate per regalare dei gran mal di testa!

BONUS: Ci siamo meritati un bel pranzo con vista dopo dei panorami del genere!

Amore

Non si vive di sola geologia!

       

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