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Geology is the Way

Una passeggiata geologica a Kyoto: la scalinata del santuario di Fushimi Inari-taisha

Inari

Le volpi, considerate dei messaggeri, sorvegliano l’ingresso al santuario. I piccoli oggetti che tengono in bocca sono le chiavi del granaio, dal momento che Inari è anche lo spirito del riso.

Fushimi Inari-taisha, a Kyoto, è il tempio dedicato allo spirito della Volpe (Inari). Inari è anche lo il kami della fertilità, agricoltura, e industria, nonchè di molti prodotti che sono tipici del Giappone, come il sake, il riso, e il tè.  Un santuario esiste in questo luogo dal 711, ma gli edifici principali che vediamo oggi sono del 1499.

Questo luogo, sacro allo Scintoismo, attira ogni anno milioni di fedeli – specialmente durante il Capodanno Giapponese – e turisti. Il luogo è popolare non soltanto per la sua bellezza ma anche per i migliaia di cancelli torii che punteggiano il cammino che, attraverso la foresta, guidano il visitatore verso la sommità e ai santuari minori presenti nell’area.

Migliaia di torii donati al tempio guidano il visitatore in un sentiero sul lato della montagna. I kanji indicano il nome e la data della donazione. Riconoscete questo posto? È dove la piccola Chiyo correva in Memorie di una Geisha!

Passare al di sotto di questo sentiero di torii è veramente un’esperienza magica ed evocativa. La sensazione è di sentirsi protetti ed essere all’aperto nei boschi allo stesso tempo! Il sentiero si snoda sul fianco della montagna facendo molte deviazioni e biforcazioni verso piccoli santuari, tempietti, viottoli nella foresta e alcove protette con bancarelle che vendono dei deliziosi hashimaki alla Kyoto. Il loro buon profumo che si diffonde nel bosco rende la salita di 2 ore fino alla sommità – a quota 233 metri – veramente impegnativa, ma la vista da lassù merita veramente!

Kyoto vista dal sentiero di Fushimi Inari-taisha (ma non ancora dalla sommità). Vedete il torii rosso? È l’ingresso principale del tempio.

Questo luogo è veramente silenzioso, bellissimo ed evocativo. Oltre al panorama, però, c’è qualcos’altro che potete osservare, mentre vi avventurate nel dedalo di sentierini. In quest’area ci sono infatti molti affioramenti di strati di selce e argilliti.

Gli affioramenti sono onestamente molto alterati e per lo più coperti, ma le poche cose che si possono vedere testimoniano un passato geologicamente complicato. Qui sopra potete vedere degli strati spessi di selce circondati da argilliti foliate. Le pieghe sono profondamente disarmoniche e caotiche e, se provate a seguire gli strati di selce, alcuni sembrano discontinui.

Personalmente classificherei queste strutture come pieghe a chevron, dal momento che molto spesso il piegamento è improvviso e concentrato sulla cerniera. Tuttavia, in molti punti queste appaiono irregolari e leggermente più curvilinee della tipica piega a chevron. È veramente difficile seguire molti di questi strati, dal momento che in certi punti sono fratturati e spesso dismembrati lateralmente. Ero curioso di saperne di più e ho controllato la carta geologica dell’area (che potete trovare qui). Ho anche colto quest’opportunità per provare lo slider con una carta geologica:

Come potete vedere in carta, la maggior parte delle rocce nell’area costituiscono, piccoli corpi deformati e isolati circondati da una matrice prevalentemente argillosa: infatti, l’intera area espone un mélange di età Giurassico – Cretacica. Un mélange è un termine di origine francese per indicare un miscugio o un’accozzaglia, il che rappresenta esattamente quello che sono queste rocce: un gran casino! Il Giappone si trova al di sopra di una zona di subduzione, dove la Placca Pacifica scivola al di sotto del margine Eurasiatico. Quando la crosta oceanica è trascinata verso il basso, forze tettoniche strappano via sedimenti e rocce dalla placca in subduzione. Il processo può essere accompagnato da terremoti improvvisi che finiscono per distruggere la continuità degli strati, che finiscono incorporati nei materiali più soffici, ad esempio argilliti come in questo caso. Come se non bastasse, è molto comune che si verifichino delle frane in questi ambienti, che contribuiscono a depositare misture di blocchi esotici in matrice soffice sulla placca che sta scivolando verso la subduzione, giusto prima che entri nella zona di subduzione vera e propria. Processi del genere si sono verificati in Giappone per almeno gli ultimi 450 milioni di anni, periodo in cui le forze di compressione nell’area hanno continuamente sollevato i mélange accreti verso l’alto… in modo da permetterci di osservare degli istanti della turbolenta storia tettonica che ha generato questo paese e continua a plasmarlo ancora oggi.

References and Further Reading
Geologic Map of Kyoto.
Geological Survey of Japan.

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