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Geology is the Way

Il Rosso Ammonitico di Sassorosso (Garfagnana, Lucca)

L’area del Mediterraneo è la terra di una delle più belle, ma misteriose, rocce sedimentarie del mondo: il calcare Rosso Ammonitico. Che sia bellissima è abbastanza ovvio dalla foto qui sopra, ma perché misteriosa? Perché non c’è niente di simile che si deposita negli oceani attuali, perciò possiamo provare a capire i processi che l’hanno formato solo studiando in dettaglio le bellissime strutture preservate tra i suoi strati di calcare rossi.

Il Rosso Ammonitico è diffuso praticamente ovunque dalla Spagna all’Italia ai Balcani fino alla Turchia. L’età varia da luogo a luogo, dal Trias Medio (247 milioni di anni) fino al Giurassico Superiore (145 milioni di anni), ma le caratteristiche e il significato di questa roccia sono le stesse. Il Rosso Ammonitico rappresenta un momento drammatico nella storia geologica dell’Europa in cui le piattaforme carbonatiche Mesozoiche, con le loro scogliere coralline tropicali e isole in stile Bahamas, iniziarono ad affondare, sospinte dalla tettonica a placche, lasciando il posto a un mare aperto relativamente profondo, brulicante di creature marine. Infatti, come il nome ‘Ammonitico’ suggerisce, questo calcare contiene fossili di ammoniti, creature estinte simili a seppie e calamari ma con conchiglie a spirale e lontani cugini del nautilus, uno dei miei animali preferiti.

Molte delle caratteristiche spettacolari di questi calcari sono ben visibili alla scala dell’affioramento, specialmente se hai un po’ di aiuto da una cava attiva. Un po’ di tempo fa sono andato in questa cava vicina al paesino di Sassorosso, in Garfagnana, dove viene estratto il Rosso Ammonitico, che qui ha un’età Sinemuriana – Pliensbachiana (199 – 183 milioni di anni di età).

limestone quarry

Veduta della cava di Rosso Ammonitico vicino Sassorosso (Corfino, Garfagnana, Italia)

La cava è ancora attiva proprio perché il Rosso Ammonitico è una pietra ornamentale molto apprezzata. Grazie a questo, ho potuto vedere diversi tagli lucidi di questi calcari rossi sui fronti di cava.

Rosso ammonitico wall

Rosso Ammonitico

Rosso Ammonitico

Bellissimi, non è vero? Il Rosso Ammonitico ha una tessitura nodulare, con noduli di sedimento più bianco ricco in calcite circondati da un calcare più rossastro, contenente minerali argillosi, interrotti da livelli rossi di marne e argilliti. Il colore rosso indica che del ferro ossidato è presente, ovvero che il sedimento si è formato in un ambiente ben ossigenato. Per via delle pareti verticali non ho potuto mettere una moneta o un altro oggetto per fornirvi un senso della scala, ma potete vedere dall’altezza della piccozza appoggiata alla parete nella prima immagine che questi strati sono spessi da 5 a 15 cm e che i noduli variano in dimensione da alcuni millimetri a diversi centimetri.

Rosso Ammonitico

Rosso Ammonitico

Rosso Ammonitico

 

I noduli di calcite nel Rosso Ammonitico mostrano talora dei contorni netti, talora più sfumati, con il sedimento rossastro circostante, producendo una varietà infinita di tonalità del rosso. I contorni dei noduli sono spesso curvilinei, indentati o serrati tra loro, spesso ‘strizzati’ gli uni contro gli altri. Questa struttura crea dei motivi meravigliosi. La parte più bella è però, secondo me, dove i noduli sono interrotti dai sottili livelli di argilliti rosse.

Rosso Ammonitico

Rosso Ammonitico

Rosso Ammonitico

Questi livelli rossi definiscono la stratificazione del Rosso Ammonitico, ma non appaiono molto piatti e orizzontali. Sembra come se si fossero in parte ‘mischiati’ con i noduli carbonatici. Sono piuttosto irregolari, con anse e biforcazioni che circondano piccole lenti di sedimento carbonatico. Ci sono poi molti frammenti di calcare di varie dimensioni all’interno dei livelli rossi.

Rosso Ammonitico

Rosso Ammonitico

Rosso Ammonitico

Potete vedere nello slider qui sopra i ‘tubicini’ rossi (linee tratteggiate) che attraversano i calcari più chiari? Si tratta di tracce di cunicoli di varia natura scavati da creature bentoniche che vivevano sul fondale, scavando nel sedimento in cerca di cibo o protezione.

Parlando di fossili… avete dato un’occhiata più ravvicinata ad alcuni dei ‘noduli’?

Questi oggetti con una struttura a spirale sono i fossili di ammoniti che ho menzionato all’inizio del post. Guardando attentamente (non le ho evidenziate e prometto di farlo in uno dei prossimi post), potete osservare che la conchiglia dell’ammonite è divisa in una serie di piccole camere da piccole strutture chiamate setti. Le ammoniti erano ovunque nei mari Mesozoici. Tutto ciò che rimane oggi di questo gruppo di animali, che comprendeva migliaia di specie note, è il nautilus (video qui sotto) – di fatto un nautiloide piuttosto che un ammonoide (la conchiglia è differente). Dà comunque un’idea di come i mari dovevano apparire, pieni di creature che si spingevano sospese nell’acqua e protette dai loro gusci.

Dal momento che questo è un taglio di cava, sono visibili sezioni di vario tipo attraverso la spirale della conchiglia (planispirale), ad esempio sezioni oblique o perpendicolari all’avvolgimento. Vi lascio il compito di identificare l’ammonite nelle foto qui sotto. Se le trovate, ditemelo nei commenti!

Ammonite in rosso ammonitico

Ammonite in rosso ammonitico

Le ammoniti più grandi possono ‘bucare’ il contatto tra gli strati di calcare e argilliti, come ad esempio la grossa ammonite qui sotto.

Ammonite in rosso ammonitico

Guardando attentamente l’ammonite qui sopra (e le altre), il contorno del fossile è rosso, perché costituito adesso da argille rossastre. La conchiglia aragonitica originaria dell’ammonite è andata, disciolta e sostituita da un calco di calcite che ha riempito le camere interne del fossile. Strutture che testimoniano la dissoluzione di calcite e aragonite e la precipitazione chimica di nuovo materiale carbonatico sono molto comuni nel Rosso Ammonitico. Infatti, diversi autori hanno per l’appunto spiegato la formazione dei noduli come il risultato di processi di dissoluzione e riprecipitazione dei carbonati.

Come si sono formati i noduli?
Non si sa per certo, perché non c’è niente di simile al Rosso Ammonitico negli oceani attuali. L’idea di base è che la presenza sia di calcite che di aragonite, che si discioglievano progressivamente in acqua a velocità diversa, determinava una sovrassaturazione in carbonato di calcio nell’acqua all’interno del sedimento, che precipitava formando i noduli. La crescita dei noduli ‘spingeva’ quindi il materiale insolubile (argille rosse) ai lati, producendo tutte le tonalità di rosso che si osservano in questa roccia. Una reazione del genere doveva essere molto molto molto lenta, ma poteva procedere grazie ai tassi di sedimentazione estremamente lenti del Rosso Ammonitico. Il Rosso Ammonitico è, infatti, una sequenza condensata, in cui milioni di anni di storia geologica sono espressi da pochi metri di sedimento. Per esempio, l’affioramento di Rosso Ammonitico che ho mostrato oggi è spesso solo una trentina di metri e testimonia circa 15 milioni di anni di storia geologica. Facendo un po’ di conti, parliamo di tassi di sedimentazione di appena 2 mm ogni mille anni. Praticamente nulla! E in altre parti dell’Appennino questa formazione è ancora più condensata. Anche la presenza delle tracce fossili indica una sedimentazione molto lenta, dal momento che le creature marine avevano migliaia di anni di tempo per scavare nel sedimento prima del suo definitivo seppellimento. I noduli continuavano, intanto a formarsi, subito sotto il fondale marino, e poi in profondità venivano ‘schiacciati’ gli uni contro gli altri dal peso del sedimento sovrastante che si andava accumulando, assumendo gli attuali contorni serrati. Potete trovare l’articolo che ha proposto questa origine qui.

origin of Rosso Ammonitico

Altre idee?
Capire come si è formato il Rosso Ammonitico è una curiosità geologica, il che spiega il fatto che non ci sia molta ricerca a riguardo. Forse sono solo io, ma a me non interessa molto se (apparentemente) uno studio non ha applicazioni pratiche per noi. Mi interessa solo capire e vorrei davvero saperne di più sul Rosso Ammonitico e su rocce simili di cui non si sa molto. Avete trovato questo post interessante? Avete altre idee su come possa essersi formato? Fatemelo sapere nei commenti oppure andate sul terreno e iniziate a studiare i bellissimi calcari nodulari rossi del Rosso Ammonitico.

Bibliografia
Jenkyns (1974). Origin of red nodular limestone (Ammonitico Rosso, Knollenkalke) in the Mediterranean Jurassic: a diagenetic model.
Rosso Ammonitico – una pagina di wikipedia scritta molto bene.

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I like to write long and detailed geological posts, but it takes a lot of time to go to the field and study the literature about the rocks I show. If this read was worth a coffee for you, you can offer me one!

2 commenti su “Il Rosso Ammonitico di Sassorosso (Garfagnana, Lucca)”

  1. c’ero ieri a Sassorosso. che assieme alla Pania di Corfino crea uno dei più misteriosi e affascinanti paesaggi della Garfagnana. complimenti per il Saggio .

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