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Geology is the Way

L’origine dei paesaggi di granito del Joshua Tree National Park

Joshua Tree è un luogo dove la geologia regna suprema. I visitatori non possono fare altro che riempirsi di meraviglia di fronte al maestoso panorama e chiedersi: quali processi geologici hanno prodotto queste meravigliose formazioni rocciose?

Paesaggio di Joshua Tree

Gli oltre 3000 km quadrati del parco sono costellati da pile di enormi massi di granito – formazioni rocciose note come tor – che torreggiano al di sopra dei circostanti paesaggi collinari coperti da una scarsa vegetazione. Queste formazioni variano di dimensioni da gruppi di alcuni massi isolati fino a vere e proprie montagne.

Paesaggio di Joshua Tree

Tor granitici di Joshua Tree

Paesaggio di Joshua Tree

L’origine di queste formazioni rocciose ha in parte a che fare col clima dell’area, ma c’è anche una gradevole spiegazione geologica che ha a che fare proprio con la natura delle rocce granitiche che affiorano a Joshua Tree. Infatti, avventurandosi verso i limiti del parco, i tor spariscono rapidamente quando si passa dai graniti alle rocce metamorfiche che li circondano: i Pinto gneiss. Lo spettacolare contatto, di cui ho parlato in uno dei primissimi post di questo blog, mostra chiaramente che i tor si ritrovano soltanto nei graniti, mentre gli gneiss producono un paesaggio dai rilievi molto più dolci.

Questo avviene perché i graniti sono molto più resistenti all’erosione delle rocce metamorfiche circostanti, perché sono costituiti da minerali ignei molto resistenti all’alterazione come quarzo e feldspati, prodotti dalla cristallizzazione del magma.

Joshua Tree granito

Vista ravvicinata dei graniti di Joshua Tree. Maggiori informazioni disponibili nel post precedente.

Non solo questo. I graniti sono tipicamente molto compatti e offrono poche fenditure che permettono all’acqua di infiltrarsi e alterare la roccia. Ciononostante, anche i graniti hanno il loro tallone d’Achille:

granito fratturato a Joshua Tree

Persino grossi massi come quello qui sopra sono infatti tagliati da giunti, sistemi regolari di fratture che si formano dopo la cristallizzazione del magma. I graniti cristallizzano a diversi km di profondità nella crosta. Man mano che l’erosione rimuove la pila, spessa diversi km, di roccia che sovrasta il granito, la pressione che agisce su di esso diminuisce e il corpo granitico inizia a fratturarsi. A Joshua Tree, ci sono almeno tre sistemi dominanti di fratture, uno circa orizzontale e gli altri due variabili da verticali a molto inclinati, che dividono il granito in una serie di blocchi rettangolari, come si vede bene nello slider qui sotto.

Queste fratture sono le vie utilizzate dall’acqua meteorica per infiltrarsi in profondità nel granito altrimenti intatto. I minerali feldspatici contenuti nel granito si alterano lentamente in presenza di acqua, andando a produrre minerali argillosi, i costituenti principali del fango e dei suoli. I graniti si trasformano lentamente in un sabbione inconsolidato, detto regolite, che si inizia a formare nelle fratture e che gradualmente sostituisce i nuclei granitici intatti lontani dalle fratture. Mentre l’acqua altera i nuclei, gli originali ‘cubetti’ di granito vengono smussati progressivamente, divenendo via via più arrotondati a cominciare dagli spigoli.

Quando questa miscela di massi e regoliate raggiunge la superficie, l’erosione rimuove facilmente il materiale inconsolidato, lasciandosi dietro delle pile di massi, il materiale intatto distante dai giunti che ha resistito all’alterazione. L’erosione del suolo è facilitata a Joshua Tree dal paesaggio brullo, dove esiste pochissima vegetazione in grado di trattenere il suolo resistendo alle occasionali alluvioni lampo. Infatti, i tor sono tipici di paesaggi aridi, non solo deserti ma anche ambienti periglaciali come la tundra.

Tor granitico a Joshua Tree

Massi di granito si rovesciano gli uni sugli altri, mentre il suolo viene rimosso dall’erosione, producendo formazioni rocciose irregolari. Lo stadio finale di formazione dei tor.

Qui sotto potete vedere, riassunti in quattro passaggi (lo slider sotto ha 4 slides), i processi che portano allo sviluppo di tor a partire da affioramenti di granito.

I tor sono una delle mie forme geomorfologiche preferite, perché – secondo me – sono un promemoria delle diverse forze che contribuiscono a modellare il nostro pianeta: i processi endogeni (messa in posto e cristallizzazione di magmi) e quelli esogeni (clima ed erosione), che agiscono assieme come uno scultore e un pezzo di marmo.

Questo post è stato possibile grazie al supporto di Sandra McLaren, Silvio Ferrero ed Ellie Coffelt (grazie!). In particolare vorrei ringraziare proprio Ellie che ha ispirato questo post, supportando geologyistheway perché “il tuo sito web ha risposto alle nostre domande della nostra escursione di oggi”. Se ti piacciono i miei post geologici e vuoi supportarmi, anche tu puoi farlo offrendomi un caffè su ko-fi!

Bibliografia
Powell, R. E., Matti, J. C., & Cossette, P. M. (2015). Geology of Joshua Tree National Park geodatabase (No. 2015-1175). US Geological Survey.
Joshua Tree National Park
Hike the Parks – Joshua Tree NP
Geology of Joshua Tree NP

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