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Geology is the Way

Rocce Ignee

Uno dei più spettacolari fenomeni che ci ricorda che la Terra è un pianeta in incessante attività geologica sono le eruzioni vulcaniche, l’emissione spettacolare di lava fusa, gas ed altri materiali in superficie. I vulcani sono spettacolari, ma sono solo la punta dell’iceberg rispetto a quello che avviene nel sottosuolo. La lava è costantemente pompata fuori da un sistema profondo che produce, immagazzina e trasporta verso la superficie del materiale fuso o magma da grande profondità.

Non tutto il magma raggiunge la superficie divenendo lava. La maggior parte di esso rimane intrappolata in profondità, producendo l’equivalente profondo di un vulcano: un’intrusione ignea, un corpo magmatico cristallizzato sotto la superficie. La differenza tra un magma che cristallizza in profondità o una lava che solidifica in superficie può apparire insignificante, ma produce rocce con tessitura completamente differente. Le rocce vulcaniche o estrusive, emesse in superficie, solidificano molto rapidamente, raffreddandosi al contatto con l’atmosfera o l’acqua, e devono avere a che fare con il degassamento e l’attività esplosiva che caratterizza le eruzioni vulcaniche. Di conseguenza, queste rocce mostrano cristalli molto piccoli, un sacco di vetro vulcanico, ed eventualmente bolle che si sono formate mentre il gas cercava di scappare dal materiale fuso. L’attività esplosiva dei vulcani frammenta le rocce vulcaniche in ogni sorta di detrito, dette rocce piroclastiche o tefra.

Al contrario, il magma che si mette in posto in profondità è circondato da rocce che agiscono come ottimi isolanti termici e si raffredda in migliaia fino a milioni di anni, producendo rocce plutoniche o intrusive. In queste rocce, grossi cristalli hanno il tempo di formarsi e svilupparsi e la risultante tessitura consiste interamente di cristalli (pensate ai ripiani di granito delle cucine). Diversamente dai vulcani, non possiamo vedere il magma immagazzinato in profondità, ma possiamo osservare gli effetti spettacolari del calore che rilascia, nella forma di geyser, sorgenti termali, o anche eruzioni freatiche. Inoltre, noi usiamo l’energia che viene da questo magma, raccolta come energia geotermica. Il gas e altri volatili, confinati nel magma a queste pressioni elevate, possono formare minerali idrati o essolvere dal magma negli ultimi stadi della cristallizzazione, producendo masse di cristalli giganteschi (pegmatiti) che sono la gioia di ogni collezionista di minerali, o produrre mineralizzazioni all’interno e attorno all’intrusione, sfruttate in molti giacimenti nel mondo.

A noi esseri umani piace classificare le cose in categorie semplici (bianco e nero) ma, all’interno del contenitore delle rocce ignee, esiste una grandissima variabilità di strutture e tessiture, incluse alcune che sono intermedie fra le rocce plutoniche e vulcaniche e che documentano il trasporto di magma nella crosta (es: rocce subvulcaniche). Allo stesso modo, esistono rocce che sono intermedie tra le rocce ignee e le metamorfiche (migmatiti) che hanno registrato la fusione della crosta e la formazione di magma ad altissime temperature. Ci sono molti modi e punti di vista tramite i quali possiamo studiare le rocce ignee, dal vulcanologo che studia i vulcani e i loro rischi, al geofisico che usa tecniche per visualizzare il magma in profondità nella crosta, fino al petrologo, che studio i processi ignei preservati nelle rocce. La formazione e la migrazione del magma è legata a doppio filo alla tettonica a placche ed è solo investigando tutti questi aspetti del magmatismo che possiamo capire cosa avviene sotto i nostri piedi.

Il mio punto di vista sulle rocce ignee, che vi mostrerò in queste pagine, è quello di un geologo di terreno e di un petrografo. Se vi piace quello che sto costruendo, seguitemi sui miei social oppure sostenetemi al prezzo di un caffé!

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