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Geology is the Way

Scisto

Uno scisto è una roccia metamorfica di grado medio-basso che presenta una foliazione ben definita e costituenti minerali visibili ad occhio nudo. Il nome deriva dal Greco schizo, ‘strappare’, in riferimento alla sua fissilità molto pronunciata. Infatti gli scisti hanno una foliazione molto penetrativa – nota come scistosità – definita da minerali dall’abito appiattito o allungato orientati parallelamente gli uni agli altri. I minerali che definiscono la scistosità sono, nella maggior parte dei casi, fillosilicati (mica bianca, biotite, clorite, talco…) e/o anfiboli. Molti scisti contengono dei livelli molto sottili contenenti minerali che definiscono la foliazione, alternati a domini con fasi più granulari (come quarzo, feldspati, o pirosseni). Gli scisti possono contenere una vasta gamma di silicati (es: granato, cloritoide, staurolite, cianite…) e minerali accessori (grafite, ilmenite…), a seconda della composizione della roccia e del suo grado metamorfico. La presenza di un minerale metamorfico caratteristico deve essere specificata nel nome della roccia (es: scisto ad andalusite).

Il termine ‘scisto’ non è ristretto a rocce scistose a grana grossa ma rappresenta anche un termine generale che comprende varietà a grana più fine, come ardesie e filladi. Il limite con il termine di più alto grado, gneiss, è definito in base alla spaziatura della foliazione, che è minore di 1 cm negli scisti e superiore ad 1 cm negli gneiss. In caso di dubbio, il termine ‘gneiss’ deve essere usato in preferenza per rocce che mostrano delle bande composizionali ben definite e una grana molto grossa. Gli scisti derivano dal metamorfismo di rocce sedimentarie (peliti, arenarie, marne…), rocce vulcaniche (come tufi) e rocce ignee mafiche (es: basalti). Rappresentano l’equivalente di medio grado di filladi e ardesie.

Scisti ben foliati con vene deformate di quarzo (bianco), Nuova Zelanda. Foto di Marli Miller.

Affioramento di scisti. Notare la foliazione penetrativa. Southern Island, Nuova Zelanda. Foto di Marli Miller.

Affioramento di scisti a staurolite. Tohmajärvi, Finlandia. Foto di Siim Sepp via Sandatlas.org.

Scisto con grossi cristalli di granato. Syros, Grecia. Photo di Graeme Churchard.

Campione di scisto a grafite da Trælen, Norvegia. Larghezza del campione: 27 cm. Foto di Siim Sepp via Sandatlas.org.

Scisto a mica bianca e biotite. La foliazione è definita principalmente dall’orientazione preferenziale dei fillosilicati. I cristalli bianco-grigi sono quarzo e feldspati. Isola di Manhattan, New York City, Stati Uniti. Larghezza: 4.6 cm. Foto di James St. John.

Campione di scisto a muscovite-staurolite-granato contenente cristalli di granato (rosso, equidimensionale), cianite (blu) e staurolite (scura, allungata). Larghezza del campione 7 cm. Foto di Siim Sepp via Sandatlas.org.

La foliazione in questo scisto è definita da actinolite, un tipo di anfibolo calcico. Larghezza circa 12 cm. Foto di James St. John.

Riferimenti bibliografici
Laird, J., & Albee, A. L. (1981). High-pressure metamorphism in mafic schist from northern Vermont. American Journal of Science281(2), 97-126.
Mortimer, N. (1993). Jurassic tectonic history of the Otago schist, New Zealand. Tectonics12(1), 237-244.

        

Risorse in Italiano
Scisto – Alexstrekeisen.it
Atlante delle Rocce Metamorfiche e delle loro Microstrutture. Zanichelli.

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