Vai al contenuto

Geology is the Way

Chalk

Il chalk (detto molto impropriamente creta) è un tipo di calcare soffice e friabile costituito da fango calcareo poco litificato, prodotto dall’accumulo di organismi planctonici in ambiente pelagico (mare aperto). Il chalk è costituito in gran parte da gusci di organismi marini unicellulari, come foraminiferi e coccoliti, ma sono presenti anche frammenti di gusci di bivalvi e ostracodi. Organismi a guscio siliceo, come radiolari e diatomee, possono essere presenti in quantità importanti nel chalk e produrre del fango siliceo che può dare origine a noduli di selce durante la diagenesi. Stando alla classificazione di Dunham, il chalk può essere classificato come mudstone, mentre è una micrite secondo quella di Folk. Chalk di età cretacica sono presenti a scala planetaria, come risultato dell’esplosione di nannoplancton del Cretaceo. Ad esempio, le scogliere di chalk di Dover in Inghilterra, così come le loro controparti in Francia, Germania e Danimarca, si sono formate in questo periodo.

Caratteristiche principali
Il chalk è un calcare poroso, soffice e poco litificato. La presenza di porosità rende la reazione con l’HCl particolarmente forte. Un residuo insolubile ricco in argilla può restare dopo la reazione con l’HCl, il che indica composizioni marnose. Il chalk si trova spesso associato con livelli o noduli di selce – che sono facilmente riconoscibili perché sono più forti del metallo allo struscio, mostrano frattura concoide e sono più resistenti all’erosione del chalk.

Campione di chalk dall’Upper Chalk formation (Cretaceo Superiore, Scogliere di Dover, Inghilterra). Foto di James St. John.

Affioramento di chalk (Smoky Hill Chalk Member, Niobrara Formation, Cretaceo Superiore del Kansas, Stati Uniti). Foto di James St. John.

Calanchi di chalk eroso, contenenti abbondanti microfossili di coccoliti (Niobrara Formation, Cretaceo Superiore del Kansas, Stati Uniti). Foto di James St. John.

Le bianche scogliere di Etretat (Normandia, Francia) sono costituite da chalk bianchi intercalati a noduli di selce. Foto: Samuele Papeschi/Geology is the Way.

Riferimenti bibliografici
Hancock, J. M. (1975). The petrology of the Chalk. Proceedings of the Geologists’ Association86(4), 499-535.
Scholle, P. A. (1977). Chalk diagenesis and its relation to petroleum exploration: oil from chalks, a modern miracle?. AAPG Bulletin61(7), 982-1009.
Stanley, S. M., Ries, J. B., & Hardie, L. A. (2005). Seawater chemistry, coccolithophore population growth, and the origin of Cretaceous chalk. Geology33(7), 593-596.

        

en_US English
Minerali Detritici e Autigenici
Tessiture
Strutture Sedimentarie
Fossili
Rocce Sedimentarie
Ti piace questa pagina?