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Geology is the Way

Liste e noduli di selce

I noduli di selce sono masse da arrotondate ad allungate di silice che si ritrovano in sequenze di calcari (comunemente chalk e calcilutiti). Si originano dalla diagenesi di un originario sedimento carbonatico ricco in silice, contenente resti di organismi come radiolari e diatomee, i quali producono gusci costituiti da silice. La silice prodotta da questi organismi è silice idrata amorfa, che è molto instabile sia nelle acque oceaniche che in ambiente sedimentario. Di conseguenza, durante la diagenesi, la silice si scioglie nel sedimento ricco in acqua e inizia a migrare all’interno dei carbonati circostanti. Dove le condizioni di pH lo consentono, la silice sostituisce il carbonato di calcio, producendo noduli di quarzo microcristallino che mimano l’andamento della stratificazione.

Riconoscimento
I noduli di selce nei carbonati sono facilmente riconoscibili per la loro caratteristica forma, durezza (intorno a 7, più dure del metallo allo struscio) e frattura concoide. Il colore dei noduli di selce è altamente variabile a seconda degli elementi in traccia e dei minerali presenti. La selce è più resistente all’erosione del calcare. Pertanto i noduli di selce sono spesso in rilievo a confronto con i carbonati circostanti.

Nodulo di selce che mostra variazioni concentriche di colore. La caratteristica frattura concoide è particolarmente evidente. “Indiana hornstone”, Stati Uniti. Foto di James St. John.

Noduli di selce nel calcare a crinoidi del Butte Lake Group, Vancouver Canada. La selce appare in rilievo a confronto con i circostanti carbonati, più suscettibili all’erosione. Inoltre il calcare mostra strutture da dissoluzione carsica che non sono presenti nella selce. Foto di MarkuMark.

Dettaglio dei noduli di selce dell’immagine precedente. Sistemi di fratturazione sono visibili nella selce. Foto di MarkuMark.

Noduli di selce in chalk. La selce mostra la tipica frattura concoide, mentre il chalk circostante presenta delle stiloliti, strutture diagenetiche comuni in rocce carbonatiche. White Park Bay, Irlanda del Nord. Foto di Siim Sepp.

Riferimenti bibliografici
Abdel‐Wahab, A., & El‐Younsy, A. R. M. (1999). Origin of spheroidal chert nodules, Drunka Formation (lower Eocene), Egypt. Sedimentology46(4), 733-755.
Gao, G., & Land, L. S. (1991). Nodular chert from the Arbuckle Group, Slick Hills, SW Oklahoma: a combined field, petrographic and isotopic study. Sedimentology38(5), 857-870.
Knauth, L. P. (1979). A model for the origin of chert in limestone. Geology7(6), 274-277.
Maliva, R. G., & Siever, R. (1989). Nodular chert formation in carbonate rocks. The Journal of Geology97(4), 421-433.

        

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