Vai al contenuto

Geology is the Way

Radiolarite

Campione di radiolarite rossa (o selce a radiolari). Tatras Occidentale, Polonia. Foto di Chrumps.

Le radiolariti sono rocce silicee costituiti da fanghi silicei litificati ricchi in radiolari. I radiolari sono microfossili con guscio siliceo che sono parte dello zooplancton e vivono nei primi 200 metri della colonna d’acqua. Dopo la loro morte, i radiolari si accumulano nelle piane abissali, formando sequenze di selci radiolaritiche. In generale, la deposizione di fanghi silicei a grande profondità (4000 – 5000 metri negli oceani attuali) avviene perchè le acque profonde sono ricche in CO2 che discioglie i resti carbonatici di altri organismi, concentrando il sedimento siliceo.

Dissoluzione di gusci carbonatici di foraminiferi e gusci silicei di radiolari vs profondità. I gusci silicei sono altamenti solubili nelle acque superficiali, ma si preservano in profondità. Al contrario, la solubilità dei carbonati nelle acque marine aumenta all’aumentare della profondità. Modificato da Berger et al. in Hsu & Jenkins, 1974.

I processi diagenetici trasformano progressivamente la silice idrata amorfa dei gusci dei radiolari dapprima in opale con criptocristalli di cristobalite e tridimite, quindi in quarzo criptocristallino. Le sequenze di radiolariti si ritrovano spesso come alternanze ritmiche di selci stratificate e argilliti. Molti studi hanno messo in relazione queste alternanze con fluttuazioni globali del livello di silice negli oceani equatoriali, legati a cicli astronomici che avvengono a scala di migliaia fino a milioni di anni. Tuttavia, altri studi hanno proposto che la loro origine è legata ad altri processi, come arricchimento diagenetico di silice in alcuni livelli.

Le selci si possono riconoscere perchè sono costituite da quarzo criptocristallino con frattura concoide e durezza maggiore a 7 (più forte del metallo allo struscio): il riconoscimento di radiolariti richiede l’analisi della selce al microscopio.

Un fango siliceo a radiolari al Microscopio Elettronico a Scansione. Eocene. Foto di Yasuhiro Hata.

Radiolariti (strati spessi rossi) fagliate e deformate, separate da sottili livelli di argilliti. San Simeon State Park, California, Stati Uniti. Foto: Peter D. Tillman.

Sequenze piegate di radiolariti (bianche) e argilliti (rosse) dal Batain Group, Oman Orientale. Foto di Simon Virgo.

Riferimenti bibliografici
Abrajevitch, A. (2020). Diagenetic formation of bedded chert: Implications from a rock magnetic study of siliceous precursor sediments. Earth and Planetary Science Letters533, 116039.
Hori, R. S., Cho, C. F., & Umeda, H. (1993). Origin of cyclicity in Triassic‐Jurassic radiolarian bedded cherts of the Mino accretionary complex from Japan. Island Arc2(3), 170-180.
Ikeda, M., Tada, R., & Sakuma, H. (2010). Astronomical cycle origin of bedded chert: a middle Triassic bedded chert sequence, Inuyama, Japan. Earth and Planetary Science Letters297(3-4), 369-378.
Ikeda, M., Tada, R., & Ozaki, K. (2017). Astronomical pacing of the global silica cycle recorded in Mesozoic bedded cherts. Nature communications8(1), 1-9.
Jones, D. L., & Murchey, B. (1986). Geologic significance of Paleozoic and Mesozoic radiolarian chert. Annual Review of Earth and Planetary Sciences14(1), 455-492.
McBride, E. F., & Folk, R. L. (1979). Features and origin of Italian Jurassic radiolarites deposited on continental crust. Journal of Sedimentary Research49(3), 837-868.

        

en_US English
Minerali Detritici e Autigenici
Tessiture
Strutture Sedimentarie
Fossili
Rocce Sedimentarie
Ti piace questa pagina?